GRANO TOSSICO AL PORTO DI BARI: BLOCCHIAMO LE IMPORTAZIONI!

È di queste ore la notizia che la Guardia Forestale dello Stato ha bloccato, a scopo di controllo, alcuni camion al porto di Bari con grano proveniente da diverse parti del mondo (Canada, Turchia, Argentina, Singapore, Hong Kong, Marocco, Olanda, Antigua, Sierra Leone) risultato poi, per gran parte, contaminato da aflatossine.

Le aflatossine sono tra le micotossine ritenute più tossiche ed altamente cancerogene, e rappresentano un grave motivo di preoccupazione per la popolazione delle fasce tropicali, zone in cui, per le caratteristiche climatiche, le muffe produttrici le aflatossine proliferano meglio.

L’Italia, così come l’Europa tutta, ha oggi la necessità di comprendere di trovarsi in grave pericolo, dato che questi grani contaminati sono stati triangolati da vari porti europei, prima di approdare in Italia; dato che, inoltre, non vi è obbligo di etichettatura riguardante la provenienza del prodotto, tali grani vengono spacciati come “made in Italy”, con gravi conseguenze per l’agricoltura nazionale e per la salute del consumatore.

Contemporaneamente, si assiste ad un vergognoso calo del prezzo del grano italiano, che vede i nostri contadini ancora più sul lastrico.

Per questi motivi Lega della Terra chiede:

-La chiusura delle frontiere, il ritorno al controllo doganale metodico di ogni merce che venga introdotta in Italia, e che l’eventuale mancanza granaria nazionale sia sopperita dai paesi UE, con la limitazione all’importazione di grano non OGM, onde creare un mercato europeo che sia veramente equo per tutti.

-Sanzioni a quelle aziende che hanno acquistato grani contaminati, con l’aggravante della contaminazione dei derivati (pasta, pane…).

-La protezione del prodotto italiano, vero simbolo di qualità sia in Italia che all’estero, anche tramite l’inserimento del nostro progetto DECO, che garantisce una etichettatura anche al piccolo produttore che non può pagarsi i marchi classici.

-La nascita di mercati locali, onde il consumatore possa acquistare un prodotto che conosce, e riconoscendo al contadino il giusto prezzo per il suo lavoro.

Lega della Terra

Ufficio Stampa

info@legadellaterra.info

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