Falso grano biologico: 11.000 tonnellate di truffa

I quattro mulini più importanti d’Italia nel settore biologico granario hanno subìto, loro malgrado, una truffa di 11 mila tonnellate di grano spacciato per biologico, ma rivelatosi, ormai troppo tardi, del semplice grano duro convenzionale. La truffa, partita da un paese in provincia di Foggia, è avvenuta a causa degli enti certificatori che dovevano (e potevano) controllare la conformità del prodotto, ma si sono resi conto “solo” sei mesi dopo che vi era stata una contraffazione.
Ancora una volta, è necessario ribadire quanto la burocrazia uccida il lavoro, e nella fattispecie quanto i controlli e le etichettature siano aggirabili – non diciamo proprio col massimo della facilità, ma quasi.
Il primo fattore da analizzare in questa questione è la necessità dell’etichettatura. Tale necessità si presenta inesorabile – con la spinta delle Associazioni di categoria che mangiano sulle spalle degli agricoltori – poiché esistono la GDO, le multinazionali e le grandi industrie di produzione e di commercializzazione dei vari beni agricoli. Se i consorzi agrari avessero funzione di ammasso, come avveniva un tempo, certamente il controllo sui beni primari risulterebbe più agevole e meno dispersivo. Così come i controlli sui prodotti lavorati e derivati risulterebbero più agevoli, e più capillari, se i beni primari passassero attraverso piccoli pastifici locali e da questi venissero commercializzati nelle città.
Il secondo aspetto da analizzare in questo caso è un aspetto molto grave e che dovrebbe far riflettere. Gran parte di questo grano (spacciato per biologico, ma che dovrebbe essere biologico) è stato commercializzato negli USA, un’altra buona parte è stata commercializzata in Europa ed una piccola parte in Italia (tramite alcune note aziende della GDO). La cosa che ci preme sottolineare, dunque, è: l’Italia esporta grano biologico negli USA ed in tutta Europa, per importare grano provenienti da Nazioni che usano prodotti chimici, di cui alcuni vietati in Italia. Viene da chiedersi: cui prodest questo “scambio” di merci?

Lega della Terra
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