NO AL GASDOTTO IN PUGLIA

Le coincidenze stupiscono. Stupisce, in effetti, il fatto che ci sia una fretta dannata di far passare gasdotti lungo la Puglia in nome dell’indipendenza energetica, mentre dall’altro lato si fa di tutto per eliminare l’indipendenza alimentare.

Viene, quindi, da chiedersi “cui prodest” questa accelerazione nelle “trattative” di passaggio dei gasdotti nella in Puglia, la quale rischia di essere martoriata e di veder abbattuta una grossa percentuale di terreni agricoli, piuttosto che essere violentata nell’impatto ambientale.

Forse  i nostri politici avranno pensato che tanto c’è l’olio che viene dalla Tunisia che costa anche meno di quello italiano, che adesso, grazie al CETA, importeremo di tutto e di più dal Canada, e pazienza se intere famiglie col loro carico di storia e passioni vengono spazzate via. L’immagine dell’olivo che torna a rifiorire dopo l’attacco di xilella (perché di Xilella si può guarire, e lo hanno dimostrato gli esperti dell’Università di Bari) ma che viene comunque bruciato perchè considerato “pericoloso” grida vendetta contro chi vuole togliere dignità al settore primario e contro chi pensa che si possa vivere solo di servizi di “transazioni”. I byte non si mangiano!

Lega della Terra

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