STOP CAPORALATO!

La nostra proposta per fermare il fenomeno del caporalato-schiavitù, già sottoscritta anche dal SICEL, un Sindacato indipendente.

-Il fenomeno del caporalato
La piaga del caporalato è un fenomeno che si manifesta maggiormente nelle regioni del sud Italia, ma che non risparmia certamente le altre. Si pensi, ad esempio, alla Toscana. Qualsiasi zona a trazione agricola, potenzialmente, “scopre” il fianco al caporalato, che si fa forza su proprietari terrieri – che potremmo chiamare latifondisti – che non hanno alcun interesse nella terra, se non quello di trarne il maggior profitto, col minimo delle spese. E’ chiaro, quindi, che tale fenomeno risulta più agevolato da questa immigrazione incontrollata che vede gli immigrati, specialmente quelli africani, diventare i nuovi schiavi di questi nuovi latifondisti.

-La disoccupazione giovanile
Oggigiorno, la disoccupazione giovanile si attesta, in maniera tristemente stabile, attorno al 40%. L’urbanizzazione degli anni ‘70 ha sradicato le famiglie dalla terra, con le promesse di facili guadagni in città, cosa che si è rivelata un vero e proprio specchio per le allodole. Contestualmente, i giovani si sono allontanati dalla terra e, laureati e con titoli, non riescono a trovare lavoro ma, soprattutto, non vogliono giustamente accettare certi stipendi, i quali sono sempre più bassi proprio a causa dell’immigrazione.

-Come poter risolvere questi problemi?
Chiediamo che i terreni demaniali, regionali e comunali vengano dati in concessione, specie per la colture stagionali, in regime fiscale agevolato, ai giovani italiani sotto i 35 anni.
Chiediamo, poi, che vengano creati dei mercati contadini settimanali ove possano essere venduti questi prodotti agricoli, sempre in regime fiscale agevolato.
In questo modo sarà possibile dare lavoro ai giovani italiani disoccupati.
Chiediamo, inoltre, il blocco totale del “caporalato-schiavitù” di migliaia di giovani africani che vengono chiamati a raccolta, con la compiacenza di sindacati e potentati politici. Laddove sia necessario, chiediamo anche l’intervento dell’Esercito nelle campagne, per dare una risposta forte e chiara da parte dello Stato nei confronti di questo inaccettabile fenomeno di effettiva schiavitù.

Leave a Reply

Your email address will not be published.