GRANO CANADESE SEQUESTRATO A BARI: STOP CETA!

Nei primi giorni di giugno, è attraccata al porto di Bari una nave proveniente da Vancouver in cui è stato riscontrato un carico di 50mila tonnellate di grano che non rispetta le norme di legge italiane e, per questo, è stato sequestrato.
Non è il primo caso a presentarsi, ma potrebbe essere uno degli ultimi. L’approvazione del CETA, infatti, rischierebbe di vanificare tutti gli sforzi profusi in materia di prevenzione e controllo degli alimenti provenienti dal Canada. In particolare, dalle analisi del suddetto carico risultano dei valori di micotossine derivate dall’uso di glifosato superiori ai quantitativi consentiti a norma di legge.

La siccità che pervade quasi tutta la Penisola, unitamente al sempre più basso prezzo del grano, con conseguenti terreni sempre meno coltivati, daranno, assieme alla ratifica del CETA, il colpo finale al comparto agricolo italiano. Naturalmente, nell’ottica del potere d’acquisto degli italiani sempre più in picchiata, l’etichettatura che vada ad indicare la provenienza è certamente da farsi, ma altrettanto certamente non può essere una soluzione se, poi, la pasta prodotta con grani esteri, magari questi stessi, costerà sempre meno di quella prodotta nel Bel Paese.
Se questa è l’idea di ripresa economica che hanno in mente i nostri politicanti, mentre le associazioni di categoria ululano alla luna, vi è una sola soluzione: unitevi a noi per una lotta agraria di popolo!

Lega della Terra
Ufficio Stampa
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